mercoledì 1 dicembre 2010

Le ecoborse? Dannose, contengono piombo

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE NEW YORK -
Sono l'accessorio obbligatorio per gli americani con una coscienza ecologica: le borse riciclabili, usate per la spesa al posto delle buste di plastica che sperperano petrolio - risorsa sempre più rara - inquinando.
Ma un nuovo studio rivela che queste shopping bag «verdi» contengono quantità di piombo potenzialmente dannose alla salute.
A lanciare l' allarme sono i media americani che citano la ricerca del prestigioso laboratorio indipendente TEI Analytical, secondo cui la metà delle shopping bag contiene livelli di piombo superiori (fino a 8 volte) ai livelli consentiti dalle leggi federali.
Insomma sono un rischio per la salute visto che, con l' usura, il piombo si sbriciola e finisce per contaminare gli alimenti.
Per promuovere il loro intento ecologista, la maggior parte di queste bag sfrutta il tema della natura, con immagini di alberi o della Terra sullo sfondo quasi sempre verde.
E i loro problemi non si limitano al piombo.
Secondo un altro studio (della University of Arizona e dalla Limo Loma University) le borse sarebbero «un vivaio di batteri potenzialmente letali» quali l' Escherichia coli.
Nella lista nera degli scienziati non sono finite soltanto le grandi corporation come Walmart e CVS Pharmacy ma persino il ministero dell' Ambiente Usa che, senza saperlo, ha distribuito borse tossiche per promuovere la Anacostia River Clean Up and Protection Act, la nuova legge che si avvale proprio dei proventi della vendita di queste borse per ripulire i fiumi americani.
Per porre fine allo scandalo, il senatore democratico di New York, Charles Schumer, ha scritto all' agenzia Food and Drug Administration, esortandola ad aprire un' indagine a livello federale.
L' accessorio, intanto, ha contagiato i vip, da Bill Clinton a Sarah Jessica Parker. «Le borse riciclabili sono come le lampadine fluorescenti al mercurio», spiega Barry Lebost, consulente in energie alternative, «non sono la soluzione definitiva ma un passo nella direzione giusta».

Alessandra Farkas

Pagina 31
(16 novembre 2010) - Corriere della Sera

www.corriere.it

venerdì 16 luglio 2010

MrPET e Unes: da sabato 17 luglio 2010 ritorna a Savigliano la raccolta differenziata premiata

MrPET e Unes sono lieti di annunciare l'apertura di una nuova postazione MrPET a Savigliano presso il punto vendita U2 sito in via Torino 223.

La festa di inaugurazione avrà luogo sabato 17 luglio e sarà un'occasione di informazione e di educazione rivolta a tutta la cittadinanza.


Verrà illustrato il progetto MrPET e sarà data risposta ai dubbi e alle curiosità dei saviglianesi.
Inoltre, sarà presentato il nuovo portale web di MrPET (www.mrpet-recycling.com), che da qualche settimana raccoglie tutte le news riguardanti il progetto; il sito si rivolge direttamente ai cittadini con suggerimenti utili per una spesa ecologica e conveniente.


L'obiettivo della giornata è diffondere la consapevolezza che la bottiglia di PET è una risorsa ed ha un valore economico e ambientale.


Per questo Unes premia il gesto di portare gli imballi alla macchina concedendo i Punti fedeltà amica dell'ambiente ai possessori della tessera MrPET; punti che crescono in modo proporzionale alla quantità di bottiglie riciclate e che si convertono in sconti e incentivi per consentire una spesa conveniente e ecologica.


La raccolta differenziata di qualità salva le risorse del pianeta e riduce l'inquinamento in termini di CO2 prodotta.


Sabato 17 luglio coloro che sono in possesso di una tessera MrPET riceveranno, per ogni 100 punti già caricati, una confezione da sei bottiglie di acqua minerale Valmora da 1,5 l; un omaggio per ringraziare i saviglianesi che nel corso degli anni hanno aderito al progetto MrPET, migliorandolo con i propri consigli e trasformandolo, grazie all'impegno nella raccolta, in un esempio di successo a livello europeo.


Sono infatti i cittadini i protagonisti del sistema, coloro che, portando le bottiglie alle postazioni MrPET, danno il via alla filiera di valorizzazione del PET.


Con le bottiglie raccolte si produce il KEOREX®, una plastica dalle altissime qualità fisico-meccaniche, riciclabile all’infinito e trasparente come il PET vergine.


Di KEOREX® sono fatti, ad esempio, i carrelli e i cestini per la spesa in uso in miglia di punti vendita in Italia e nel mondo: si tratta della linea eko-logic® Shop to Shop della società Origine S.a.r.l (http://www.originesarl.com/).


In questo modo il PET esce dal negozio sotto forma di bottiglia e vi rientra sotto forma di strumento per la spesa, e i clienti possono toccare con mano il risultato della loro azione ecologica.


MrPET e Unes invitano la cittadinanza saviglianese sabato 17 luglio presso il punto vendita U2 di via Torino 223: l'inaugurazione della postazione MrPET sarà l'occasione per discutere insieme di economia etica e risparmio che aiuta l'ambiente.





martedì 6 luglio 2010

Acqua minerale 'carbon neutral'

San Benedetto presenta i primi risultati del progetto per la riduzione delle emissioni di C02.

Fonte San Benedetto di Scorzè (Venezia) vuole introdurre sul mercato, con la bottiglia Easy, la prima acqua minerale “carbon neutral”, ovvero a emissioni (compensate) di CO2 pari a zero.

Il progetto, avviato in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente, è il primo passo dell'accordo volontario sottoscritto dall'azienda per la promozione di progetti comuni finalizzati all’analisi e alla neutralizzazione dell’impatto sul clima dell’acqua imbottigliata.

Il primo risultato del programma è stato presentato lunedì scorso dal presidente di San Benedetto Spa, Enrico Zoppas (nella foto), alla presenza del Sottosegretario all’Ambiente, on. Roberto Menia e del Direttore generale del Ministero dell’Ambiente, Corrado Clini.

Si tratta della misurazione della Carbon Footprint a livello globale e della neutralizzazione dell’impronta per un primo formato.
Sono state infatti stimate le emissioni di CO2 per l’intero ciclo di vita del prodotto di tutti i formati dell’acqua a marchio San Benedetto: dalle materie prime utilizzate per il packaging fino al riciclo delle bottiglie post-consumo.

Quindi sono state individuate le misure che consentiranno di ridurre o compensare le emissioni nel periodo 2009-2012.

Come primo obiettivo carbon neutral è stato selezionato il formato Pet Easy da 1 litro, con una stima di emissioni di CO2 di 2.000 tonnellate.
Tali emissioni sono state neutralizzate attraverso l’acquisto di crediti di carbonio di tipo “VERs” derivanti dalla realizzazione, in Thailandia, di un impianto di generazione di energia termica dal biogas recuperato.
Più in generale, la società si propone di ridurre le emissioni lavorando su più fronti.
Il progetto Trigenerazione, per esempio, prevede la produzione combinata di caldo, freddo ed energia elettrica utilizzando come fonte energetica l'olio di colza; il progetto è stato presentato all'Enel per necessarie autorizzazioni.

Di pari passo sarà resa più efficiente la climatizzazione dei reparti, mediante il recupero di calore del 30% delle aree di imbottigliamento dello stabilimento di Scorzè, per la quale è in corso la verifica di fattibilità tecnica.
C'è poi un'area che riguarda l'ottimizzazione energetica degli impianti d’imbottigliamento, con l'introduzione di motori ad alta efficienza e l'installazione di inverter; una trentina di motorizzazioni di questo tipo sono già in funzione nei reparti.
Quindi si è lavorato sulla bottiglia, attraverso una riduzione del peso (e quindi del PET utilizzato) che ha interessato i formati 0,5 lt, 1,0 lt, 1,5 lt e 2,0 lt. La società sta anche studiando il riciclo in closed-loop degli imballaggi, per il quale è “tecnologicamente pronta, in attesa dell’introduzione della normativa nazionale di riferimento”.

Nel frattempo, in aprile è stata avviata una iniziativa pilota presso alcuni punti vendita del Gruppo Pam per la raccolta delle bottiglie in PET al fine del loro avvio a recupero presso ditte autorizzate.

La riduzione delle emissioni passa anche attraverso l’installazione di moduli fotovoltaici su alcune coperture di piazzali e magazzini (sono già state avviate le pratiche burocratiche) e il miglioramento dell'efficienza della produzione di aria compressa attraverso un sistema di controllo del funzionamento dei compressori che utilizza una tecnologia innovativa per attivare le macchine e modularne la portata in funzione della richiesta dello stabilimento.

fonte: www.polimerica.it

mercoledì 30 giugno 2010

Le Sedie del Torchio e...Patti Smith !!!


Lo scorso weekend Torino è stata location d’eccellenza per il concerto finale degli Mtv Days 2010 che hanno visto salire sul palco piemontese una serie di artisti provenienti da ogni parte del mondo.
Tra tutte le esibizioni offerte al grande pubblico giunto per l’occasione, non possiamo fare a meno di citare la performance inedita e sublime offerta dal duetto fomato da Carmen Consoli e Patti Smith.
Un’esibizione conclusiva e fuori programma che ha chiuso alla grande il sipario degli Mtv Days, lasciando il pubblico piacevolmente colpito ed affascinato dalla nuova unione tra la nostra Cantantessa e la fantastica voce internazionale di Patti Smith.
Le due artiste hanno proposto una versione mozzafiato di Because The Night, famosissimo brano alla cui creazione ha partecipato anche Bruce Springsteen.
Chi era presente potrà sicuramente confermare che il Live di Carmen Consoli e Patti Smith è stato davvero fenomenale.

Inoltre nella foto vediamo l'artista seduta su una de Le Sedie del Torchio, realizzate interamente con legno derivato da barriques di vino.


venerdì 25 giugno 2010

Riciclo in corto - 24 giugno 2010

Le plastiche si ritagliano uno spazio al festival del cortometraggio di Bra.

Da oggi fino al 27 giugno si tiene 'Cinema Corto in Bra', festival del cortometraggio all'interno del quale trova spazio quest'anno anche la mini rassegna "Storie di Plastica”, dedicata al riciclo delle materie plastiche.

In collaborazione con Dentis, azienda specializzata nel recupero del PET, ogni sera, nell’intervallo tra i filmati in concorso, sarà proiettato un 'corto' sul riciclo.

Un modo intelligente per ricordare al pubblico l’importanza e il valore del recupero e rigenerazione dei rifiuti.

fonte: www.polimerica.it

venerdì 11 giugno 2010

Ultime su PGT e Massari

Cari Amici,
continua la navigazione in aula consiliare sul nuovo Piano di Governo delTerritorio e all'orizzonte inizia a prendere forma la terra verso la quale siamo destinati.
Non sara' la terra promessa, ma e' molto meno inospitale di quanto potessimo sperare solo alcuni mesi fa.
La navigazione non e' facile: piena di correnti e di insidie, con pezzi di equipaggio che brindano insieme e poi, girato l'angolo, affilano le armi.
Ma questa e' la situazione, ci piaccia o no.
Fuori di metafora, ieri in Consiglio comunale abbiamo votato altri sei maxi-emendamenti al PGT sugli scali ferroviari e alcuni ambiti di trasformazione come Piazza d'Armi (che prevedono quote importanti di verde, edilizia sociale anche inaffitto e reimpiego degli utili per il potenziamento del trasporto pubblico su ferro).
E abbiamo ottenuto il raddoppio delle quote di verde previste complessivamente per questi ambiti di trasformazione urbana: al posto di 1.500.000 mq originariamente previsti, oltre 3 milioni di mq di verde complessivi.
Come opposizione, in sostanza, siamo riusciti a ottenere l'inserimento nel PGT di quote di verde aggiuntivo equivalente a 5 nuovi parchi Sempione, per dimensione territoriale equivalente.
Lo so: i "Braveheart da salotto" continueranno a dire che l'opposizione seria e' quella che non fa accordi, che non "cala le brache", che invece di trattare la riduzione del danno fa ostruzionismo virile costringendo per settimane l'aula consiliare a fare le notti (a spese del contribuente, ovviamente)a discutere emendamenti tipo: "sostituire il termine 'boulevard' con 'viale alberato'". Avendo come riferimento non il proprio salotto buono, ma la citta' e i suoi abitanti, continuiamo invece questo non semplice lavoro cercando di ottenere il meglio, o se preferite il meno peggio. La rotta e' tracciata, la navigazione sara' ancora irta di insidie e trappole, teniamoci in contatto, vi terro'informati.
Un'ultima annotazione, breve, sul caso Massari.
Poche righe, perche' di professione non faccio il macellaio politico e perche' sono coinvolte altre persone (unamiglie, dei figli).
Ho letto la comunicazione del Sindaco con la quale motiva il dimissionamento di Massari: condotta inopportuna per chi rappresenta le istituzioni.
Mi basta, condivido: all'estero funziona cosi', non c'e' bisogno che ti becchino con le mani nel sacco per mandarti via.
Vi immaginate cosasarebbe successo se, al contrario, il Sindaco non fosse intervenuto e Massari fosse rimasto al suo posto?
Chi rappresenta le istituzioni deve avere un contegno adeguato.
Massari probabilmente ha commesso l'errore di credere di essere Berlusconi, cioe' di potere essere sguaiato e volgare in pubblico senza pagare dazio.
Quando si dicono i 'cattivi maestri'...

Un caro saluto, a presto
Enrico Fedrighini
Consigliere comunale di Milano Capo gruppo Verdi

www.enricofedrighini.it
info@enricofedrighini.it

Film stretch oxo

Linpac Packaging
ha lanciato sul mercato la nuova serie di film estensibili in bobina OxoLIN a base di polietilene con aggiunta di un additivo oxo-degradabile che agevola la degradazione del materiale nei suoi componenti primari, riducendo così l'impatto in discarica o nel caso di abbandono nell'ambiente (il cosiddetto littering).

Pur non essendo biodegradabili in senso stretto (almeno secondo le normative europee o statunitensi, che fissano un termine massimo di 180 giorni per la completa biodegradazione del polimero in condizioni controllate), Linpac rivendica per questi film caratteristiche prestazionali e qualitative paragonabili a quelle dei film stretch convenzionali, nonché rispondenza agli standard europei sul contatto con alimenti e alle direttive europee sui rifiuti da imballaggi.

Secondo la società, i film hanno una durata utile (shelf-life) superiore a 12 mesi e degradano dopo l'uso in un periodo compreso tra uno e quattro anni.

martedì 8 giugno 2010

NOTIZIE VARIE SULL'USO DEL PET

Bottiglie riciclate in PET

Forse uno dei materiali più in crescita di utilizzo negli ultimi anni è il poliestere riciclato dal PET, che è passato da esperimento dell’innovativa azienda Patagonia, nella metà degli anni ‘90, a materiale comunemente impiegato al giorno d’oggi.

Tessuti contenenti una certa percentuale di PET riciclato si possono trovare in molte etichette di oggi e, recentemente, il materiale sta facendo progressi per entrare nel mondo dell’altamoda con Ecotech Zegna e i suoi solar jacket.

Anche se questi tessuti non sono biodegradabili, la loro produzione usa meno petrolio rispetto alla produzione di nuovo poliestere e riduce la discarica di molte bottiglie di plastica nelle discariche.


Tessuti in materiali riciclati

Il PET non è l’unico materiale riciclato.

Tra le altre alternative, per esempio, ci sono i tessuti realizzati con nylon recuperato da prodotti come reti e tappeti da Mipan.

Un esempio di impiego di questo materiale è la linea di costumi da bagno Eco Panda.

Alcune aziende riciclano anche avanzi industriali di cotone evitando così di farli finire dentro gli inceneritori o le discariche, creando nuovi materiali.

Un esempio è l’iniziativa italiana EcotecProject.



Nokia, il cellulare si ricarica pedalando

Un kit per caricare le batterie dei telefonini con la dinamo della bici.

È pensato per i mercati emergenti, spesso laboratori di innovazione

Si chiama Bicycle Charger Kit, è stato pensato per i mercati emergenti, ma è molto utile per chiunque vada spesso in bicicletta.

Il prodotto è firmato da Nokia ed è un carica batterie per telefonini che si alimenta pedalando.

Il funzionamento è semplicissimo.

C'è una sorta di custodia che consente di fissare il telefonino al manubrio della bicicletta, e una dinamo che si posiziona invece sulla ruota e ne sfrutta il movimento per produrre elettricità, che viene trasmessa al caricatore.

È lo stesso identico meccanismo che le care vecchie biciclette hanno sempre usato, per esempio, per accendere i fanalini.

Nessuna invenzione, dunque, semplicemente un comodo dispositivo che ha il vantaggio di essere ecologico.
«Le biciclette sono il più diffuso mezzo di trasporto in molti mercati del mondo», spiega Alex Lambeek, vicepresidente del colosso finlandese, secondo cui il carica batterie per le due ruote è un'ottima soluzione sia «per coloro che lo useranno per ovviare al difficile accesso all'energia elettrica» sia per coloro che amano fare scelte responsabili nei confronti dell'ambiente.


Il caricatore è compatibile con tutti i telefonini Nokia che hanno il jack da due millimetri (l'ingresso presente sulla maggioranza dei cellulari).

Il sistema si avvia quando si raggiunge la velocità di sei chilometri all'ora.

Pedalando 10 minuti al giorno a dieci chilometri all'ora si genera in media una carica di 30 minuti di comunicazione, o a 37 ore in modalità stand by.

Si tratta di valori medi, perché, a seconda del tipo di batteria del telefono, possono esserci delle differenze. La velocità di ricarica aumenta con quella della bicicletta.

In vendita entro la fine dell'anno nei negozi e online, costerà circa 18 dollari, 15 euro.

Il prodotto, che non a caso è stato presentato a Nairobi, in Kenya, è una delle innovazioni che i produttori pensano per i mercati emergenti.

Non si tratta di una novità assoluta sul mercato: Motorola ne ha presentato uno analogo al Consumer Electronics Show del 2007, lo stesso anno in cui la californiana Dahon ha lanciato il suo Biologic FreeCharge.

Ed esistono altre soluzioni per i cellulari o per altri dispositivi mobili che permettono la ricarica in modo ecologicamente corretto, oppure la rendono possibile quando non si dispone di una presa elettrica.

Ci sono i telefonini che si ricaricano a energia solare, per esempio (per restare in Africa), quelli della Safaricom, o della cinese Zte Corp, ma ci sono anche analoghi dispositivi firmati da Samsung o Lg, piuttosto che i carica batteria sempre a energia solare, sia pensati per specifici prodotti sia universali.

Spesso, anzi quasi sempre, si tratta di innovazioni destinate ai mercati emergenti, a conferma forse che la necessità aguzza l'ingengo. Un altro esempio può essere quello dell'indiana Ideaforge Tecnology, che per i telefonini ha inventato una batteria meccanica a carica manuale.

fonte: http://www.manageronline.it/articoli/vedi/2590/nokia-il-cellulare-si-ricarica-pedalando/

Piattaforma per un futuro sostenibile


Un progetto di comunicazione rivolto ai giovani promosso da Vinyl 2010.

Un forum dove discutere e confrontarsi sul futuro sostenibile, scambiare idee e far sentire la propria voce: è questo il desiderio manifestato a Vinyl 2010 dai giovani partecipanti alle prime edizioni dell’Essay Competition, il concorso a tema lanciato nel 2007 per coinvolgere i ragazzi dai 18 ai 30 anni nel dialogo sullo sviluppo sostenibile.

Un appello raccolto da Vinyl 2010 - programma volontario per l'ambiente promosso dall'industria europea del PVC - che ha avviato nei giorni scorsi un punto d'incontro sul web, la “Sustainable Thinking Platform”, aperta ai giovani di tutto il mondo.

Oltre a fornire una base per la creazione di una community online sul futuro sostenibile, l'iniziativa ospiterà una competizione multimediale che premierà i migliori saggi, foto e video su temi specifici collegati allo sviluppo sostenibile.
La prima edizione del concorso invita a discutere su come le risorse naturali possano essere rese compatibili con i bisogni dei consumatori di oggi e della società industriale rispondendo alla domanda: data la crescente scarsità di risorse, come possono contribuire le nuove generazioni alla promozione di una produzione e un consumo sostenibili?

La competizione multimediale si articola in due edizioni: la prima, già in corso, chiuderà le iscrizioni il 31 luglio; la seconda inizierà in agosto con un nuovo tema che verrà comunicato in prossimità della data d’inizio.
In palio ci sono oltre 2.000 euro per le diverse categorie, in beni quali notebook, macchine fotografiche e videocamere. sono previsti premi anche per chi contribuirà a far conoscere la piattaforma ad amici e colleghi.

DuPont premia il packaging verde

I vincitori del concorso DuPont Awards for Packaging Innovation.

C'è molto 'verde' tra i progetti vincitori della ventiduesima edizione dei DuPont Awards for Packaging Innovation, e non è un caso: i temi di quest'anno, sui quali si è concentrata la giuria (guidata da John Bernardo, presidente di Sustainable Innovations LLC), riguardavano idee innovative, riduzione di costi/sprechi e maggiore sostenibilità, il tutto all'insegna dell' “innovazione collaborativa”.


Dei 160 progetti di packaging presentati in concorso ne sono stati selezionati 16: due sono stati premiati con il riconoscimento 'Diamond', cinque con il 'Gold' e sei con il 'Silver'; ci sono poi tre menzioni speciali per il problem solving innovativo.


Se solo due dei progetti vincitori sono europei, fa comunque piacere sapere che uno di questi è frutto del made in Italy (l'altro è polacco): si tratta del confezionamento della carne in atmosfera modificata mediante film termoretraibile con proprietà anticondensa, Cryovac Mirabella, soluzione brevettata da Sealed Air – Italia.


Parzialmente europeo è anche il Gold award conquistato da Procter & Gamble (USA e Germania) per aver riprogettato e ottimizzato gli impianti di confezionamento al fine di ridurre dell'80% lo stoccaggio dei materiali e del 25% la quantità di materiale utilizzato, nello specifico passando dalle bustine "wicket" in polietilene a una tecnologia di confezionamento a flusso continuo.


Ha conquistato uno dei due primi premi (Diamond award) Greenbox, l'innovativo sistema di confezionamento per il trasporto di medicinali e forniture medicali, in temperatura controllata, messo a punto dalla statunitense Entropy Solutions: all'esterno una scocca di polietilene alta densità riutilizzabile, all'interno un materiale a cambiamento di fase (PureTemp) ricavato da rinnovabili e un pannello isolante ottenuto da nanotecnologie; il tutto per garantire il mantenimento del contenuto in temperatura per circa 120 ore.


All'insegna del green anche il Gold award conquistato dalla bottiglia PlantBottle messa a punto da Coca Cola con PET in parte ottenuto da materie prime rinnovabili, ovvero fino al 30% di glicole monoetilenico ricavato da canna da zucchero. Da segnalare che l'innovativa bottiglia può essere riciclata senza problemi nei normali circuiti di trattamento del PET, a differenza di altre bottiglie prodotte con biopolimeri.



Curioso il bicchiere/bottiglia da vino in plastica monouso Copa di Vino,
nell'ottica di un consumo fast-drink all'aperto o in occasione di
manifestazioni, soluzione che potrà far storcere il naso agli intenditori, ma che incontrerà senz'altro l'interesse dei produttori. Il vino è imbottigliato direttamente in un "bicchiere" di plastica monouso da 187 ml con durata di conservazione di un anno.
L'assenza della bottiglia consente di ridurre del 50% i rifiuti derivanti da materiali di confezionamento.
Il peso della plastica è inferiore del 30% rispetto a quello del vetro, riducendo così l'impronta del carbonio.
La sfida era, in questo caso, sigillare il bicchiere senza danneggiare il vino.
Degna di segnalazione, tra i progetti selezionati dalla giuria, la confezione per snack compostabile messa a punto da Frito-Lay Nord America, divisione di PepsiCo: il film multistrato tradizionale è stato rimpiazzato con una struttura a base di acido polilattico, adesivo (anch'esso compostabile) e coating interno.
Senza dubbio innovativo anche Ethafoam High Recycled Content plank, espanso di polietilene a cellule chiuse con contenuto di riciclato fino al 65%, per imballaggi da trasporto, frutto di una collaborazione tra Sealed Air e Austin Foam Plastics. Mancando una filiera per il recupero e riciclo di questo materiale, è stato sviluppato un circuito in closed-loop per la gestione degli imballaggi a fine vita.
Segnaliamo, infine, i pallet in polipropilene riciclabile con iniezione di espanso, sviluppati da Femsa (USA) che promettono una durata doppia (sei anni invece di te) rispetto ai normali pallet in plastica.

venerdì 4 giugno 2010

Unes: iniziative per il risparmio energetico e il rispetto dell'ambiente

4 giugno 2010

Questa mattina è stato inaugurato, nella sua nuova "veste", il punto vendita di Treviglio (Bg) della catena Unes U2 che rappresenta una buona pratica nel senso del risparmio energetico e del rispetto ambientale.

Varie iniziative rendono possibile prezzi bassi tutto l'anno e in particolare:

1. No al volantino che arriva a casa (risparmio economico e assenza di carta spesso nelle strade)

2. No a raccolte punti (premi che costano e incidono sui prezzi)

3. No a promozioni, offerte speciali e 3x2 (che incidono anch'essi sui prezzi)

4. Sì a prodotti di marca a prezzi bassi

5. Sì a prodotti a marchio U2 (Unes) con i quali il risparmio arriva fino al 50%

A tutte queste "operazioni", si aggiungono due iniziative degne di nota: i carrelli ecologici e i frigoriferi chiusi.

I carrelli (prodotti dalla soc. La Sphera e forniti da Boioni srl) presenti anche in altri pdv U2 (e non solo!) sono interamente realizzati in PET, ricavato dal recupero delle bottiglie e consente un risparmio in termini di recupero di materiale difficilmente smaltibile naturalmente (stimati ca. 450 anni il tempo necessario perchè venga assorbito dall'ambiente).


La chiusura dei frigoriferi permette di ridurre del 49% il consumo energetico per farli funzionare.

Un bel gesto che sarà ben compreso dalla clientela anche se dovrà aprire qualche anta in più per approvvigionarsi dei prodotti freschi.

D'altra parte chi di noi a casa tiene aperto 24 ore al giorno il proprio frigorifero?

E perchè ciò che riteniamo esatto e giusto a casa nostra non deve essere osservato e messo in pratica in un supermercato?

Nella speranza che altre catene distributive seguano l'esempio di Unes e che trovino nella quotidianità quei piccoli, ma importanti gesti, che aiutino l'ambiente (in cui noi tutti viviamo) a "SOPPORTARCI" meglio!

In attesa di poter scrivere altre notizie come questa, saluto tutti i miei lettori.

PS Pochi o tanti che siano, terrò fede al mio impegno e continuerò ad informare sull'ambiente e sulle buone e/o cattive (spero sempre meno!) abitudini e iniziative.

venerdì 28 maggio 2010

La carenza di bottiglie allarma i riciclatori

27 maggio 2010

La disponibilità di bottiglie PET post-consumo è ai minimi livelli, e ciò forza gli impianti di riciclaggio a funzionare con capacità ridotta.

L'allarme viene dall'associazione europea di settore, EuPR (European Plastics Recyclers), che imputa la scarsità di materiale a diversi fattori: un lungo inverno che non ha certo incentivato i consumi di bevande, la riduzione di peso delle bottiglie e l'aumento delle esportazioni di rifiuti plastici 'pregiati' verso i paesi dell'Estremo Oriente.

Secondo l'Associazione, la situazione potrebbe essere migliorata incrementando i tassi di raccolta differenziata e puntando su programmi specifici a livello locale.

Ma viene anche chiesta una maggiore armonizzazione tra i diversi sistemi di raccolta e gestione dei rifiuti, sia sotto l'aspetto quantitativo che qualitativo, poiché sussistono ancora grandi differenze tra i diversi paesi membri.

Il problema non è solo economico: dal riciclaggio dei rifiuti plastici dipendono anche le politiche ambientali europee di lungo periodo.
Parte da questa considerazione l'appello lanciato da EuPR di non disperdere conoscenze e tecnologie acquisite nel nostro continente, messe a rischio proprio dalla scarsità dei rifiuti, la 'materia prima' che alimenta gli impianti di riciclaggio.

EuPR sottolinea anche i rischi derivanti dall'emorragia di bottiglie verso l'Estremo Oriente, che potrebbe rendere insostenibile la situazione per trasformatori, utilizzatori di packaging e utenti finali.
Inoltre, attraverso l'export dei rifiuti, i riciclatori extra-UE beneficiano indirettamente dei sostegni comunitari e nazionali alle attività di raccolta (pagati con le tasse dei contribuenti), a scapito delle aziende europee del settore; ma sono queste ultime, e non i riciclatori asiatici, che con il loro lavoro possono contribuire a migliorare l'ambiente nel vecchio continente.

fonte www.polimerica.it

P.S. Nel parlare di programmi specifici a livello locale per la raccolta di Pet, bisognerebbe cominciare sollecitando la Gdo e anche la piccola e media distribuzione a installare sistemi efficienti (es MrPet) per quanto riguarda il recupero e il coinvolgimento attivo della cittadinanza.

mercoledì 26 maggio 2010

“Abitare” a Terra Futura

A Terra Futura i visitatori possono conoscere e toccare con mano esempi e progetti dedicati all’“abitare” a basso impatto ambientale.

Torna con successo la quinta edizione del “Premio Architettura e Sostenibilità”, i cui migliori elaborati saranno premiati nella giornata di venerdì 29 maggio.

Le richieste di partecipazione per l’edizione 2010 sono state oltre un centinaio a testimonianza dell’importanza raggiunta dal concorso.

Novità, spunti, ultime tecnologie sono invece protagoniste nella sezione “Abitare Naturale” dove gli espositori presentano prodotti e progetti.

Tra le ultime tendenze in termini di architettura, ingegneria e design vanno segnalati i modelli costruttivi proposti da KeoHabitat che impiegano, tra l’altro, inediti materiali derivanti dal riuso di plastica, legno e carta.

Edifici ecosostenibili ed energeticamente autonomi, con l’ausilio di soluzioni impiantistiche da fonti energetiche rinnovabili, vengono invece presentati da Wo-Ties con lo studio Codazzi di Colico (LC).

A Terra Futura anche PAEA-Progetti Alternativi per l’Energia e l’Ambiente, con le attività di divulgazione, lo sportello InformaEnergia, i progetti di didattica ambientale, le iniziative di formazione, etc.

Keo (www.keoproject.com)

attività tutela ecosistemi

Keo è una società di progettazione che riunisce un gruppo di professionisti che si ispirano ai principi dell'economia etica.
Si occupa di ingegnerizzazione di rifiuti, trasformando gli scarti da problema a risorsa attraverso la costruzione di progetti economicamente e tecnologicamente sostenibili.
Sede Savigliano (Cn)

Keo sceglie Terra futura per presentare KeoHabitat il proprio modello costruttivo basato sull'utilizzo di materiali e soluzioni tecnologiche rispettose dell'ambiente ed economicamente convenienti.

Keo cerca imprese e progettisti sensibili alle tematiche ambientali che vogliano convertire il proprio modo di progettare, costruire e produrre. (dalla riqualificazione del proprio ciclo produttivo alla costruzioni di edifici ad altissima efficienza energetica ed alto livello di comfort) Imprese specializzate nel trattamento dei liquami e dei rifiuti solidi urbani mediante sistemi di valorizzazione dei rifiuti stessi
(es.digestori, pirolizzatori, micoculture ecc...).

fonte www.terrafutura.info

Al supermercato con Mr Pet


Si può guadagnare buttando una bottiglia di plastica nel posto giusto? La risposta a questa domanda – tutt’altro che bizzarra - si chiama Mr. Pet.

Nasce da una sinergia italo-francese, cervello operativo e sede commerciale a Racconigi. Obiettivo: premiare, in denaro, i cittadini che fanno correttamente la raccolta differenziata delle bottiglie in plastica.
E’ già da tempo una realtà in in Normandia, in Francia (nel Midi-Pirenei e nei dintorni di Parigi) e in tre regioni d’Italia (Piemonte, Valle d’Aosta e Sardegna). Ma è pronta a conquistare l’intero Stivale.

Grazie all’accordo con due grandi catene commerciali, Sisa e Carrefour, Mr. Pet ha già installato, fuori da alcuni supermercati, le sue “banche” della plastica: grandi e colorati contenitori piazzati nei parcheggi o all’interno dei centri commerciali.

Ci si avvicina con il proprio cumulo di bottiglie in PET, una semplice guida insegna come inserire il prodotto vuoto ed ecco che inizia la filiera del riciclo. Saltati tutti i passaggi della discarica, siamo noi, con i nostri “vuoti a rendere”, gli attori principali della riconversione della plastica.
Ad ogni bottiglia un punto (”punti amici dell’ambiente”), accumulato su una card personale ritirata gratuitamente al supermercato, che permette di avere sconti alla cassa quando si fa la spesa.

Il cliente si fidelizza al punto vendita che promuove una logica “green” e viene ricompensato in modo semplice, comodo, utile.

Della serie: più contenitori vuoti dell’acqua o delle bibite gasate, marchiati dall’insegna P.E.T. (polietilene tereftalato), porto da riciclare alla macchina – operando una preziosa prima selezione - più i miei punti crescono.
Perchè “di plastica non ne esiste un solo tipo, ma almeno 5 o 6, le bottiglie son diverse dallo shampoo, dai bicchierini del caffè, dalla confezione del tonno.

E tutti richiedono un processo diverso di differenziazione nei centri di smistamento dei rifiuti“, spiega Michelangelo Bergia, presidente della Compagnia di Finanza Etica, animatore del progetto.

“Un processo che si può risparmiare se a farlo sono gli stessi cittadini, nelle loro case”.
Con Mr. Pet, dunque, la bottiglia non diventa un rifiuto, ma una risorsa.

Il vantaggio è triplo: i Comuni risparmiano sulla differenziata, i cittadini sono ricompensati in denaro, i centri commerciali fidelizzano il cliente.

Il grosso dei nostri rifiuti, infatti, sono proprio gli involucri in polietilene.
Tutti dotati di un codice a barre.
“Con un sistema di lettura di questo codice – continua Bergia – immagazziniamo immondizia di altissima qualità per molte prestazioni di riciclo.

Pensiamo cosa si può fare con 15 miliardi di bottiglie che ogni anno svuotiamo, solo di acqua, senza contare i soft drinks.

Superata la logica dei bidoni, insegniamo a riciclare direttamente, con le nostre mani, senza fatica. Per incentivare diamo in cambio il denaro con il sistema a punti, in accordo con i supermercati e le amministrazioni locali”.

Le macchinette Mr. Pet possono raccogliere fino a 10.000 bottiglie al giorno, un volume pari a 30 cassonetti che sarebbero riempiti dalla nostra plastica.
Diventare più sensibili verso l’ambiente non è più, dunque, solo questione etica ed ecologica. Da oggi c’è anche un incentivo economico.

La plastica, si sa, se non è ben smaltita ha una vita lunga anche 400 anni. In questo modo invece, attivata con Mr. Pet, la filiera del ricilo ad hoc, è capace di rivivere in molti modi.
Ad esempio diventando carrello o cestino della spesa.




Come suggeriscono gli stessi iniziatori del progetto (che già coinvolge con successo punti vendita in tutto il mondo) molti supermarket di Torino e dell’hinterland torinese (Collegno, Nichelino, Leinì, Pinerolo, Savigliano), recentemente avviato anche in Sardegna (Alghero, Cagliari, Porto Torres, Ozieri), in Val d’Aosta, in Francia.

Li hanno chiamati “Eko-Logic Shop to Shop”. Sono prodotti al 100% dalla plastica ben riciclata, cioè dalle scaglie di Pet: ergonomici e colorati cestelli da supermercato e non solo, che mandano in pensione il vecchio sacchetto di plastica, proteggendo l’ambiente senza riunciare alla comodità.

Da Eataly, a Torino, i primi prototipi di questi carrelli “verdi”.

Ma le potenzialità del cestino Ekoquick e della borsa Keobox sono ben più ampie.





Appartenenti alla linea eko-logic Shop to Home, dedicata agli utenti finali, sono fatti ad incastro, smontabili e trasportabili come comode borsette da braccio: questi contenitori sostituiscono in tutto e per tutto le poco ecologiche buste in polietilene, che molte amministrazioni stanno via via mettendo fuori legge.

Come i sacchetti, si possono portare sempre con sé: appendere al carrello Eko-Logic Shop to Shop e portare fino all’auto per caricare la spesa.
Il tutto senza inutili e dannosi sprechi di plastica.
Da 23 bottiglie in Pet, trasformate in uno di questi cestini, si risparmiano 2 kg di petrolio e 5,2 kg di Co2. Un carrello, invece, è presto fatto con 250 bottiglie d’acqua, per un totale di 100 kg di Co2 in meno nell’atmosfera.

Insomma, tutti felici.
Tranne i produttori di Pet.
E su questa nota dolente Bergia puntualizza: “In Italia c’è un vuoto normativo sul riciclo della plastica. Noi colmiamo questo vuoto.
Che senso ha, infatti, che i consorzi di smistamento dei rifiuti siano gestiti dagli stessi produttori di materie prime, vetro e plastica in primis?
Prendiamo lo smaltimento del vetro: da noi la legge ci insegna a demolirlo.
Andiamo alle campane e rompiamo le bottiglie.
Questo è vetro sprecato.

Bene fanno Germania o Repubblica Ceca che lo lasciano intero, riutilizzabile sotto forma di bottiglie per 10 anni.
Da noi un contenitore di birra dura il tempo di una bevuta, con buona pace di chi lo produce.

Lo stesso discorso per la plastica: molti lo considerano un rifiuto ingombrante, noi gli diamo in fretta una seconda vita”.
Fonte http://www.greenews.info/ (Letizia Tortello)

venerdì 14 maggio 2010

Design Sistemico: nuovi ambiti di progetto e di economia.


L’innovazione non risiede nel continuo aggiornamento tecnologico, ma nell’angolazione con cui si osservano i problemi.

Abbiamo bisogno di attivare una nuova cultura interdisciplinare, di creare una rete di saperi, di delineare un dialogo fra diversi ambiti disciplinari strettamente dipendenti l’uno dall’altro.

E’ necessario riacquisire la capacità culturale e pratica di saper delineare e programmare il flusso di materia che scorre da un sistema ad un altro in una metabolizzazione continua che diminuisce l’impronta ecologica e genera un notevole flusso economico; attualmente gli scarti dei processi produttivi sono solo un costo.

L’approccio del Design Sistemico, bagaglio culturale necessario per i nuovi operatori, può attivare una nuova economia basata sulla progettazione di cicli industriali aperti.

Il suo focus è l’Uomo, inserito nel sistema in cui vive ed in cui attiva le proprie relazioni.

In questo modello le varie attività di vita e di produzione coesistono in maniera paritaria ed hanno ognuna la propria essenziale funzione nel sistema relazionale complessivo: nessuna prevale sulle altre, ma ognuna esiste grazie a tutte le altre.

Programma

L'approccio Sistemico un nuovo modello economico/produttivo e di progetto in forte relazione con il territorio
Luigi Bistagnino (Politecnico di Torino)

Casi studio coordinati da Luigi Bistagnino

Con gli scarti agricoli si può creare lavoro ed energia Agrindustria (prodotti vegetali per industrie, filler per bioplastiche, etc) Silvia Barbero, Giuseppe Tecco

Riconversione industriale, passare dal modello produttivo lineare a quello sistemico Lanzi srl (dispositivi di protezione per il lavoro) Compagnia di Finanza Etica (carrelli per spesa in Keorex - PET riciclato-, etc) Beppe Locati, Michelangelo Bergia

Eventi sistemici, modello di evento a ridotto impatto ambientale con nuove opportunità economiche Salone Internazionale del Gusto e Terra Madre Mondiali di Pattinaggio di Figura Cristian Campagnaro, Franco Fassio

Una seconda vita per i supporti di comunicazione, nuovi prodotti ed economia per il no-profit Papili factory (borse, accessori abbigliamento, etc) Silvia Braga

A cura del gruppo di ricerca Design Sistemico, Politecnico di Torino.

In collaborazione con Agrindustria, Compagnia di Finanza Etica, Lanzi, Papili Factory e Slow Food

fonte: www.promopoint.to.camcom.it

giovedì 6 maggio 2010

Hi Tech & Ambiente per l'economia sostenibile del futuro


Un viaggio nel 2020 per le scelte di oggi

Hi Tech & Ambiente, l’appuntamento annuale sulle strategie dell'industria elettronica.

L’edizione 2009 dell’evento è stata particolarmente apprezzata per essere riuscita a sviluppare un appassionante confronto sull’innovazione nel campo dei prodotti e dei servizi “verdi” e sulla promozione dei consumi responsabili.

Per il 2010 Hi Tech e Ambiente sarà ancora una volta occasione di incontro del pubblico con importanti personaggi della scena nazionale ed internazionale, con i quali compiere un viaggio nel futuro, esplorando gli scenari possibili legati all’impegno che oggi viene chiesto ad aziende, cittadini, Istituzioni per orientare prodotti, consumi e strumenti normativi verso la sostenibilità dell’industria elettronica lungo tutto il ciclo di vita.

Questa resta la sfida del nostro tempo e chiama in causa fortemente l’industria hi tech come settore cruciale per un futuro sostenibile. Ma quali sono le strade da perseguire?

Eco design, economia del riciclo, efficienza energetica.

Se si agirà con decisione e concretezza su queste leve la prospettiva che si delinea è promettente e permetterebbe di invertire una critica tendenza in atto: il boom dei consumi energetici da un lato e la crescita esponenziale dei rifiuti elettronici in tutto il mondo e il loro accumulo dall’altro, in particolare in alcuni Paesi per mancanza di sistemi di gestione o per l’esportazione attraverso canali illegali.

Sappiamo che queste sfide si giocano anche a livello nazionale, ma con una prospettiva globale, che l’evento esplorerà con contributi dagli Stati Uniti e dall’Africa, mentre Mario Tozzi ci accompagnerà in un viaggio nel futuro del nostro pianeta, come rischia di essere e come invece occorre impegnarsi che sia.

Temi e stimoli che il progetto Hi Tech & Ambiente lancia ora anche sul web, con il blog “Circuiti Verdi” (http://www.circuitiverdi.it/), che punta ad affermarsi come spazio di dialogo ed incontro per consumatori internauti, appassionati, aziende che si occupano delle relazioni tra tecnologia e ambiente.

Programma

Mario Tozzi, Primo Ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche e conduttore televisivo Partiamo per un viaggio

Mike Anane*, giornalista e attivista ambientalista – GhanaTraffico illegale dei rifiuti elettronici: arrestare un’emorragia verso l’Africa

Danilo Bonato, Direttore Generale ReMediaHi Tech ed economia del riciclo

Wayne Rifer*, EPEAT Director of Standards and Product Verification - Green Electronics Council (GEC)Green electronics tra Stati Uniti ed Europa

Francesco Trabucco, industrial designer e Professore di Disegno Industriale al Politecnico di MilanoDesign o eco-design?

Facoltà di Design – Politecnico di Milano, studenti borsisti ReMediaNuove generazioni di tecnici-creativi al lavoro

Seguirà Cocktail

*In collegamento diretto via web

Per informazioni e partecipazioni:remedia@hkgaia.com - Tel. 06 441640306

fonte: www.consorzioremedia.it

Strategie per un pianeta sostenibile: la sfida della green economy

Incontro con
LESTER BROWN
venerdì 14 maggio ore 17:30
Sala di Rappresentanza della Fondazione per la Scuola della Compagnia di

San Paolo Piazza Bernini 5, Torino

Lester Brown, fondatore del Worldwatch Institute e promotore e presidente dell'Earth Policy Institute, considerato dal Washington Post “uno dei più influenti pensatori del mondo” sarà a Torino venerdì 14 maggio, alle 17,30, presso la Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo in Piazza Bernini 5, per presenziare al seminario


"Strategie per un pianeta sostenibile: la sfida della green economy".

L’incontro è organizzato dall'Istituto per l'Ambiente e l'Educazione Scholé Futuro Onlus e da Edizioni Ambiente con il contributo della Camera di Commercio di Torino.“Competizione” tra politica, economia e punti di non ritorno naturali: questo il focus affrontato da Lester Brown nel suo intervento.

Stabilito che il business as usual, l'attuale modello di sviluppo economico, non potrà continuare ancora a lungo, Brown propone un cambio di prospettiva, un’alternativa all’andamento intrapreso dalle società occidentali: un vero e proprio “Piano B” con massicci interventi per ristrutturare l'economia mondiale.
Un mercato al quale viene permesso di ignorare i costi indiretti nell’attribuzione dei prezzi di beni e servizi è irrazionale, dissipatore di risorse e, alla fine, autodistruttivo ecco perché, spiega Brown «la chiave per costruire un’economia mondiale che possa sostenere il progresso economico è la creazione di un mercato onesto e che dica la verità sui propri costi ecologici».
«Possiamo assistere impotenti a un’economia che continua a fagocitare i sistemi naturali che la supportano fino a distruggere se stessa o possiamo adottare il Piano B – scrive nella nuova edizione aggiornata Piano B 4.0 appena pubblicata da Edizioni Ambiente – possiamo essere la generazione che inverte la direzione, muovendo il mondo verso un percorso di progresso sostenibile».

Al seminario intervengono Luigi Bistagnino, Ordinario di Disegno industriale (Politecnico di Torino), Guido Bolatto, Segretario Generale della Camera di commercio di Torino, Giulio Mondini, vicedirettore dell’istituto SiTI (Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l’Innovazione) e professore al Politecnico di Torino.

Partecipano Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo, Mario Salomone, presidente dell'Istituto per l'Ambiente e l'Educazione Scholé Futuro Onlus e Claudia Apostolo, giornalista Rai 3 Ambiente Italia.

Lester R. Brown è fondatore e presidente dell’Earth Policy Institute, un’organizzazione no-profit e interdisciplinare il cui scopo è elaborare un piano per un futuro sostenibile e un percorso che indichi come arrivarci.
È stato fondatore e presidente del Worldwatch Institute, il più autorevole osservatorio sui trend ambientali del nostro pianeta.
Ha pubblicato più di 50 libri, tradotti in oltre 40 lingue, e ha ricevuto 24 lauree honoris causa.

Si ringrazia Fondazione per la scuola della Compagnia di San Paolo per la gentile collaborazione.
Sarà disponibile un servizio di traduzione simultanea.
Si rilascia attestato di partecipazione.Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Si prega di confermare la propria presenza al numero 011 4366522

fonte: www.news.abc24.it

Bosco in Fiera aperto a tutti

Un vero e proprio bosco, con prati, alberi, cottage per accogliere gli amanti della natura nasce in Fiera nell’ambito di Xylexpo , la biennale internazionale delle tecnologie per il legno e le forniture per l’industria del mobile in programma dal 4 all’8 maggio 2010, e in concomitanza con la Technology Exhibition Week.
In un’area di 3.200 metri quadrati (all’interno del Padiglione 14) sarà allestito un bosco con oltre 500 alberi anche di grandi dimensioni, aperto gratuitamente al pubblico sabato 8 e domenica 9 maggio.
Sarà l’occasione per vedere Fiera Milano sotto una luce inconsueta e piacevole e riscoprire segreti e mestieri della lavorazione del legno, raccontati da falegnami e boscaioli.
Bosco in Fiera accoglierà inoltre il Biathlon del Boscaiolo, organizzato dall’Associazione Amici Boscaioli della Valtellina, dove si potrà assistere alla rapidissima sramatura con l’accetta e poi, alla realizzazione di sculture a colpi di motosega.
Ma al di là dell’evento, quello che resterà ai visitatori sarà sicuramente un messaggio di attenzione verso le nostre risorse boschive, una miniera di opportunità per costruire nel rispetto dell’ambiente.

fonte: Fiera Milano news n.25 - Maggio 2010

lunedì 3 maggio 2010

L'acqua di Milano rimane pubblica !!!

Cari Amici,
vi giro una comunicazione rilevante certamente per la nostra città, e forse non solo: venerdì notte, pochi minuti prima di porre in votazione il Bilancio Preventivo 2010, il Consiglio comunale di Milano ha approvato all'unanimità un Ordine del Giorno allegato, presentato dal sottoscritto lo scorso aprile e firmato da esponenti sia di maggioranza che di minoranza (Gallera, Majorino,De Angelis, Salvatore) che impegna Sindaco e Assessore ad avviare tutte le procedure previste dalla legge per garantire il mantenimento del controllo totalmente pubblico del Servizio idrico Integrato (modello "in house").
La notizia è pubblicata oggi a pag. 2 della cronaca di Milano del Corriere.
Stanno piovendo richieste da parte di tutte le altre città del Nord Italia, a guida politica di vario colore, per avere copia del documento.
Lo si puòtrovare su Facebook.
Infatti l'attuale legislazione italiana in materia è fatta apposta per scoraggiare e rendere difficile il mantenimento del controlo pubblico in questo settore, aprendo le porte alle grandi multinazionali dell'acqua, il cui ingresso nelsettore significherebbe due cose (come insegna l'esperienza francese): aumento delle tariffe a carico dei cittadini e riduzione delle spese per i controlli di qualità dell'acqua da parte dell'ente gestore privato.
Milano, la più grande città del Nord, amministrata dal centrodestra, dà un segnale in netta controtendenza.
Senza slogan e linguaggio politichese, il Consiglio comunale di Milano ha deciso, all'unanimità, che l'acqua è un bene pubblico e che pertanto deve rimanere sotto totale controllo pubblico: una scelta corretta, saggia e conveniente anche sotto il profilo economico, della corretta gestione e della sicurezza del consumatore finale, il cittadino milanese.
Una buona notizia per la campagna di raccolta firme in corso; un messaggio importante da parte Consiglio comunale: ai lucrosi affari per pochi, si privilegia il benessere per tutti.
Infine, permettetemelo, la prova che forse i Verdi servono ancora a qualcosa, in questo Paese.

Un caro saluto, a presto.

Enrico Fedrighini Consigliere comunale di Milano Capogruppo Verdi

http://www.enricofedrighini.it/
info@enricofedrighini.it

venerdì 30 aprile 2010

Il nuovo bando europeo per l’eco-innovazione


La Commissione Europea ha lanciato un nuovo bando per i progetti eco-innovativi.

I fondi messi a disposizione per l’edizione di quest’anno sono 35 milioni di euro.
Secondo il commissario per l’ambiente, Janez Potočnik, “questo invito a presentare progetti innovativi è un’opportunità enorme rivolta al talento imprenditoriale dell’Europa affinché presenti nuove idee intese a ridurre la nostra impronta ecologica”.
I progetti saranno valutati a Bruxelles in base alla loro capacità di garantire benefici ambientali ed economici, di interessare un’ampia fetta del mercato potenziale e di dare un contributo in termini di innovazione.
Le quattro maxi-aree sulle quali è possibile presentare la propria idea sono: riciclaggio dei materiali, prodotti per l’edilizia sostenibile, settore alimentare e riconversione delle aziende verso l’eco-business.
Possono prendere parte al bando tutte le persone giuridiche, e quindi le aziende, con sede nell’Unione Europea, che non abbiano subito procedure di bancarotta o similari e che dimostrino di essere in buona salute finanziaria.
Una commissione valuterà la qualità, la convenienza ambientale ed economica dei progetti e stabilirà una graduatoria europea.
I vincitori otterranno finanziamenti fino ad un massimo del 50% del costo del progetto.
La scadenza del bando è fissata al 9 settembre 2010 alle ore 17.00 ora di Bruxelles.
Il bando e i dettagli sono disponibili a questo indirizzo.
Secondo l’Ansa, nel 2009 sono stati 614 i progetti presentati, di cui 45 hanno ottenuto i finanziamenti.
Tra i progetti presentati, il numero più alto proveniva dall’Italia (133), seguita da Spagna (128) e Francia (53).
Tra i vincenti, invece, hanno primeggiato gli spagnoli.

giovedì 29 aprile 2010

PETIZIONE PERCHE' IL COMUNE DI MILANO REALIZZI IL PROGETTO DI RENZO PIANO

INVITATE TUTTI I VOSTRI AMICI AD ISCRIVERSI E' IMPORTANTE!!!

Nel giorno dell''Earth Day è arrivata purtroppo la brutta notizia della "rottura" del patto tra Comune di Milano e Renzo Piano per il progetto per la piantumazione di 90.000 alberi - progetto voluto da Claudio Abbado come compenso per tornare a dirigere alla Scala dopo 24 anni d’assenza (appuntamento già fissato il 4 e il 6 giugno).
In una città che ha seri e documentati problemi di inquinamento atmosferico, in cui la superficie impermeabilizzata (costruzioni + strade) equivale a circa il 75% del territorio comunale, con un rapporto di mq. verde per abitante di circa soli 10 mq/abitante (tenendo conto anche delle aiuole spartitraffico!) crediamo che un progetto - per quanto parziale e non risolutorio della situazione generale - come quello di Piano possa dare alla città maggiore respiro, sia in termini ambientali che paseaggistici, estetici e di vivibilità.
Chiediamo al Comune che si impegni a rispettare quanto promesso al Direttore dell'Orchestra della Scala di Milano Claudio Abbado e si impegni quindi a fare in modo - operativamente e finanziaramente - che il progetto originale dell'architetto Renzo Piano per piantare 90 mila alberi nella città di Milano venga realizzato secondo le modalità e i tempi previsti dal progetto stesso.FIRMATE: http://bit.ly/petizione_alberi_milano..

E INVITATE TUTTI I VOSTRI AMICI

Per firmare bisogna inserire il proprio Nome e Cognome, nonché un indirizzo email per l'attivazione e conferma dei propri dati.
I dati verranno utilizzati soltanto ai fini della petizione.

fonte: http://www.facebook.com/group.php?gid=111110478929556

UNES: AL VIA LA CAMPAGNA “ADDIO AI SACCHETTI IN PLASTICA”.

COINVOLTI 43 SUPERMERCATI A INSEGNA
“U2 PREZZI BASSI 365 GIORNI L’ANNO”.

I punti vendita aderenti all’iniziativa venderanno esclusivamente borse usa-riusa in Tnt (Tessuto-non-tessuto), acquistabili a soli 50 centesimi, e sacchetti biodegradabili in MaterBi, un materiale contenente fibra di mais particolarmente adatto alla raccolta dell’umido.


Milano, 29 Aprile 2010 – Oggi prende il via la campagna “Addio ai sacchetti in plastica” promossa da Unes Supermercati per incentivare l'impiego dei sacchetti riutilizzabili e per ridurre l’utilizzo dei sacchetti in plastica in 43 supermercati a insegna “U2 PREZZI BASSI 365 GIORNI L’ANNO” .
Questa iniziativa era già partita il 1° Aprile nei 12 punti vendita ad insegna U! Unes Supermercati presenti in Torino e provincia e l’obiettivo è di estenderla quanto prima a tutti i punti vendita Unes.

Dopo il successo della recente iniziativa “Porta la sporta” – promossa dall’Associazione dei Comuni Virtuosi e sostenuta da Unes Supermercati attraverso la distribuzione di 12 mila borse multiuso in tessuto TNT nei 125 supermercati – l’azienda riconferma così il proprio impegno per promuovere un modello di consumo eco-sostenibile.

“Unes è stata una delle prime aziende della Gdo italiana a promuovere la diffusione di un modello di consumo responsabile verso l’ambiente, sia attraverso innovazioni “verdi” nei suoi punti vendita, sia attraverso la promozione di attività eco-sostenibili e di sensibilizzazione dei clienti”, ha commentato Mario Gasbarrino, Amministratore Delegato di Unes.

I supermercati coinvolti nella campagna di abolizione dei sacchetti in polietilene venderanno esclusivamente borse usa-riusa in Tnt (Tessuto-non-tessuto), acquistabili a soli 50 centesimi, e sacchetti biodegradabili in MaterBi - un materiale contenente fibra di mais particolarmente adatto alla raccolta dell’umido.

“Fino ad oggi i nostri clienti si sono dimostrati particolarmente sensibili all’esigenza di abolire l’utilizzo dei sacchetti in plastica”, prosegue Mario Gasbarrino. “Intendiamo quindi rafforzare sempre più il nostro impegno per contribuire all’affermazione di modelli di consumo eco-attenti e, al tempo stesso, stiamo rafforzando l’attenzione alla progettazione dei nuovi supermercati con soluzioni tecniche e scelte di strutture di vendita che pongono in primo piano il rispetto dell’ambiente “.

fonte: www.competencecommunication.com

ReAcademy: l'accademia del recupero

ReAcademy è un'associazione che riunisce un gruppo di professionisti di diversa estrazione - ricercatori, architetti, ingegneri, eco-designers che si ispirano ai principi dell'economia ecosostenibile.

La loro missione è promuovere il recupero dei rifiuti attraverso idee e progetti innovativi e sostenibili dal punto di vista economico e ambientale e creare una rete di realtà e persone interessate alla pratica quotidiana della sostenibilità.

Recuperando i rifiuti e progettando come dare nuova vita e valore ai materiali di scarto, vogliono allargare in senso ecosostenibile la possibilità di scelta dei cittadini, degli imprenditori e delle istituzioni.

Tra i progetti sviluppati finora citiamo:- la produzione di cestini e carrelli in PET riciclato (Keorex), adottati dalle catene della grande distribuzione; il PET è raccolto, attraverso apposite macchine posizionate fuori dai supermercati, direttamente dai cittadini che portano alla macchina le proprie bottiglie e sono ricompensati tramite un sistema di incentivi e sconti; la materia prima (recuperata)ricavata dalle bottiglie, chiamata Keorex, è molto performante e d'utilizzo estremamente flessibile: un esempio è la produzione di carrelli e cestini per la GDO.

La produzione, artigianale in questo caso, di una linea di complementi d'arredo in legno recuperato dalle barriques non più utilizzate: sedie, tavoli, sgabelli, poltrone.

La produzione di una linea di oggetti ricavati da imballaggi di cartone: sedie, borse.- in collaborazione col Politecnico di Torino, la realizzazione di progetti d'architettura basati sull'utilizzo di materiali e soluzioni tecnologiche più ecosostenibili (ma a prezzi concorrenziali rispetto ai modelli costruttivi tradizionali).

Iniziative come queste sono sempre più auspicabili; solamente con l'ingegno, la tenacia e la concretezza si può sperare di aiutare l'ambiente a sopravvivere alle "malefatte" dell'uomo.

MR-PET

MrPET è il nuovo strumento per la comunicazione ambientale.
“Make money saving the planet” è il concetto sintetico dell’economia che salva il pianeta e che la nostra macchina traduce nel premio delle azioni frutto di intenzioni positive ed ecosostenibili.
MrPET è un fenomeno sociale che coinvolge i produttori ed i consumatori su interessi comuni: la bottiglia di PET è una risorsa ed ha un valore; per chi produce il bene di consumo essa è il sistema più economico e facile per presentare un prodotto che comunica al mercato bontà e salute, mentre chi distribuisce e vende, vede nella bottiglia la comoditàe la sicurezza verso il consumatore.
Il consumatore è colui che sceglie il bene, nel farlo paga tutte le qualità offerte, e nel consumare chiude il ciclo del prodotto creando di fatto il rifiuto.
In uno scenario tradizionale questo è sintetizzabile in un processo lineare di produzione di rifiuto, dove la bottiglia è prodotta da un attore per essere usata da un secondo attore ed essere smaltita da un terzo.
L’introduzione della macchina trasforma il ciclo da lineare a circolare e facendolo converte il rifiuto in risorsa.

Il progetto si concretizza attraverso la produzione di strumenti per fare la spesa quali cestini, portacestini e carrelli realizzati con il materiale ricavato proprio dalle bottiglie frutto della raccolta differenziata.
Grazie al progetto “ekologic shop to shop” la plastica esce dal punto vendita sotto forma di bottiglia e ci ritorna sotto forma di cestino.

MrPET è il nostro sistema per misurare e premiare l’impegno nel processo di raccolta, riconoscendo al consumatore un punto “amico dell’ambiente” per ogni bottiglia e quindi trasformando la raccolta differenziata in vera attività economica; per il supermercato
il punto vuol dire garanzia di fedeltà e stima da parte del cliente; per noi la bottiglia vuol dire risorsa materiale ed economica; per le amministrazioni pubbliche, vuol dire primeggiare nel segmento di raccolta differenziata.

MrPET ed "ekologic shop to shop" rappresentano il più completo ed efficace sistema di comunicazione ambientale a disposizione di una azienda.
Il loro punto di forza è la concretezza con la quale dimostrano che l’impegno sociale è la base per il rispetto dell’ambiente.
Ciò che nella realtà succede è che il punto vendita coinvolge attivamente la popolazione adottando un sistema premiato di raccolta differenziata di bottiglie di plastica PET; con la plastica recuperata si producono i cestini e i carrelli per fare la spesa.
Coloro che si recano nel punto vendita posano quindi della materia plastica sotto forma di bottiglie e la riprendono sotto forma di cestino.
Tutto questo innesca importanti fenomeni di economia e di educazione.
Il punto vendita diventa il luogo di istruzione all’acquisto consapevole che porta a sé le famiglie aiutandole nella spesa quotidiana e nella crescita sociale.

Il binomio MrPET e "ecologic shop to shop" ed trasforma il luogodella vendita in punto di riferimento sul territorio capace di creare legami di appartenenza concreti, efficaci e duraturi.
In un punto vendita francese della regione Normandia in meno di un anno 4.942 persone hanno potuto accrescere la loro spesa grazie ai punti ricavati dalla raccolta di 879.580 bottiglie in PET.
Il rispetto per l’ambiente e la ripresa economica passano anche attraverso il recupero delle risorse; il sistema che trasforma le bottiglie in strumenti per fare la spesa ne è la pratica e tangibile dimostrazione.
Il vostro punto vendita diventa il contenitore, il garante e soprattutto il comunicatore di questo processo fatto dalle persone per le persone.

MrPET non è solo economia di materia raccolta: infatti il fenomeno sociale prodotto ha già attirato e convinto alcune aziende, le quali, già sensibili all’aspetto ecologico nei loro processi produttivi, hanno candidato i loro marchi ad occupare gli spazi promozionali offerti sull’involucro della macchina e sullo spazio video.
Grazie a quest’ultimo, i clienti che si recheranno a depositare le bottiglie in PET presso la
macchina riceveranno dai nostri inserzionisti, informazioni e consigli utili per una spesa razionale, conveniente e quindi ecologica.

Principali vantaggi di MrPET

Per il cittadino
• Il cittadino viene ricompensato per il suo comportamento etico ed ecologico.
Per il supermercato
• si aumenta la fidelizzazione del cliente
• Il supermercato beneficia di un ritorno di immagine ecologico.
• se il punto vendita adotta I prodotti della gamma “eko logic shop to shop” comunica in modo
immediato, anche al cliente, il risultato dell’attività di riciclo
Per l’ambiente
• le bottiglie in PET vengono raccolte e non disperse nell’ambiente
• si ottiene il KEOREX, una materia prima seconda altamente performante
• si evita lo spreco di energia, non essendo necessari altri processi di selezione del rifuto.

fonte: www.mrpet-recycling.com

Vuoto a rendere: come ridurre i rifiuti restituendo i contenitori

Nell’enorme quantità di rifiuti che ogni giorno vengono raccolti nelle nostre città si trova una percentuale altissima di contenitori e imballaggi per alimenti: degli scarti che produciamo quotidianamente, magari mentre prepariamo il pranzo o ci dissetiamo, determinando uno spreco di cui tendiamo a non renderci conto.
Per fronteggiare questo problema non è sufficiente promuovere una cultura dello smaltimento dei rifiuti, incentrata sulla raccolta differenziata, ma bisogna puntare alla loro riduzione: produrne meno, insomma, per smaltirli più facilmente, risparmiando sui costi e cercando di non recare danni all’ambiente.
Uno dei metodi più immediati per ridurre la quantità dei rifiuti che produciamo è rappresentata dal vuoto a rendere, e cioè dalla restituzione dei contenitori vuoti di bevande e alimenti: una pratica molto comune fino ad alcuni decenni fa, ma che è successivamente caduta in disuso, fino ad essere (quasi) del tutto abbandonata.
Oggi assistiamo al tentativo di recuperarla e di reintrodurla su base volontaria, grazie ad un disegno di legge presentato in Parlamento dal senatore del Pd Francesco Ferrante, membro della segreteria nazionale di Legambiente e vicepresidente del Kyoto Club. (...)

fonte: www.inaturale.it

P.S.
A questa opportunità, si rifà l'iniziativa Mr-Pet che è il nuovo strumento per la comunicazione ambientale, di cui parlo nel post successivo.

È nata la Rete Nazionale del Cohousing

Nasce a Firenze la rete del Cohousing: insieme le associazioni di base per una comunità solidale e la sostenibilità
Apartitica, senza scopo di lucro vuole interfacciarsi con Enti locali, Regioni, progettisti, costruttori, giuristi, realtà locali.

Firenze- Oltre venti associazioni e operatori si sono ritrovati a Firenze per dar vita alla prima rete di cohousing nata dal basso, individuando obiettivi di riferimento.
Ottanta invitati hanno partecipato all’incontro presso la sede della Provincia.
Esperienze diverse e da tutta Italia; hanno lavorato per un’intera giornata, la mattina, dibattito e approvazione del Manifesto e, il pomeriggio, organizzazione in gruppi per approfondimenti.

E’ nato un organismo libero, aperto, apartitico, senza scopo di lucro.

L’obiettivo della rete è coinvolgere, consigliare chi è interessato, ma anche spiegare che questo modello non è contro: tutti possono trovare il loro spazio e, alcuni, anche un business.
Infatti un’esperienza di cohousing che deve partire ha bisogno di tutto: non solo entusiasmo, ma progettisti, costruttori, impiantisti, produttori di nuove forme di energia, come i pannelli solari, giuristi, associazioni di categoria.
Può collaborare con gruppi di acquisto solidale, associazioni ambientaliste e tutti coloro che si stanno misurando con una nuova coscienza del vivere.
E, ruolo fondamentale, gli enti locali: tra i tanti edifici destinati a deperire, alcuni possono essere ceduti a gruppi con queste finalità, che sono poi sociali, che si insediano in un territorio con modelli di convivenza pacifica, con vantaggio per i Comuni stessi, che vedono aumentare la popolazione e, presidiato, curato, rispettato il territorio.
Anche le Regioni sono chiamate a inserirsi in questo processo: la legislazione sulla casa potrebbe ospitare questa voce, prevedendo misure e incentivi.
In molti Paesi è realtà consolidata (Danimarca, Europa centro-nord, ma anche California).
In Italia non sono molte le esperienze già attive, ma quelle che ci sono, una decina, dimostrano di avercela fatta, dopo essersi scontrate con le maglie della burocrazia e della diffidenza e, altre ce la stanno facendo.
Non si tratta di sogni, ma di un contributo per una società più serena, con un’attenzione particolare al rispetto dell’ambiente.
Tra poco anche un sito Internet che aiuterà a muoversi nelle diverse problematiche, a considerare questa esperienza un percorso possibile, oltre a fornire consulenza.

Per informazioni: Tel: 392.4698657 (Massimo Giordano) - Email: lucevang@gmail.com

fonte: www.lisolachece.org

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